Autore archivio: ociseiotifai

Diritto d’Informazione

Diritto d'informazione

A qualunque persona, da sempre, si chieda qual è il bene più prezioso, quello a cui dedica ogni cura e di cui teme la perdita in senso assoluta, si ottiene univocamente la stessa risposta: la salute.

Un bene che, se messo in pericolo, dà immediatamente la consapevolezza della nostra fragilità umana e che spesso, purtroppo, nessun mezzo né strumento consente di riacquistare.

E’ per questo che l’uomo ha investito da sempre tutte le sue risorse e capacità nella guarigione e nel mantenimento della salute, arrivando alle incredibili scoperte dell’ultimo secolo, che hanno radicalmente migliorato il nostro tenore di vita e ne hanno progressivamente allungato la durata.br>
Ma proprio l’enorme quantità di innovazioni scientifiche e tecnologiche e il loro continuo rinnovarsi hanno posto le istituzioni davanti ad un quesito fonda-mentale: l’informazione nei confronti del cittadino.

Un recente studio del Ministero della Salute, rileva che “se utilizzassimo lo stato di salute della popolazione come dimostrazione del funzionamento del sistema sanitario, saremmo indotti a ritenere che l’Italia sia ai primi posti del mondo, ma i progressi sul piano della salute devono essere ricondotti in parte rilevante a ragioni extrasanitarie. La capacità di monitoraggio del cambiamento organizzativo e di valutazione degli interventi può consentire di agire e reagire tempestivamente a livello aziendale, regionale e anche nazionale. In questo contesto, l’informazione non è una risorsa tra le tante ma uno dei nodi del cambiamento”.

diritto d'informazioneInfatti l’avanzamento dell’età della popolazione, l’uso di integratori alimentari che fanno male, il perfezionamento delle tecniche e delle tecnologie, lo sviluppo della sanità privata, la maggiore attenzione che tutti portiamo alla nostra salute hanno inevitabilmente fatto lievitare anche la domanda nella richiesta di informazioni, sia dal punto di vista eminentemente pratico, sia da quello della cultura medica e del benessere.

Non mancano quindi le risorse, bensì un sistema informativo dedicato, che sappia coniugare semplicità, immediatezza e completezza alla specificità del settore salute. Si deve quindi porre rimedio ad una informazione frammentata, dispersiva e spesso non specializzata che spesso, invece di aiutare il cittadino, genera ancora maggiore confusione.

Un’informazione corretta e rapida non solo risolve le esigenze del singolo individuo, ma genera anche importanti ricadute a livello sociale: ad una maggiore informazione corrisponde infatti una crescita della cultura sanitaria e quindi una maggiore prevenzione con un’ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse disponibili, quindi un risparmio economico per le istituzioni e la comunità, oltre che per il singolo.

Quindi informare significa anche educare il cittadino, farlo crescere culturalmente in modo corretto, insegnare ad utilizzare le risorse pubbliche e private nel modo più efficiente ed efficace.

Questo si traduce, in ultima analisi in una crescita per tutti i soggetti coinvolti: pazienti, professionisti del settore, istituzioni.